Siamo certamente in un’era in cui l’attenzione all’ambiente sta crescendo, e le persone vengono sempre più attratte da prodotti che dichiarano di essere “ecosostenibili”.
Ma attenzione, occorre approfondire meglio ciò che ci viene detto!
È la verità o sono solo messaggi fuorvianti per attrarre nuovi clienti?
Cercheremo di fare un po’ di chiarezza.
Il significato di greewashing
Per Greenwashing si intende una serie di tecniche di comunicazione e di marketing che portano il cliente a credere che un certo prodotto o servizio sia eco-sostenibile, occultandone invece l’impatto negativo sull’ambiente.
Questo tipo di comunicazione normalmente NON è supportata da nessuna informazione o certificazione reale che possa confermarla.
Addirittura, ci sono casi in cui anche le etichette vengono contraffatte.
Non pensiamo però che il fenomeno sia recente, piuttosto in crescente aumento negli ultimi anni.
Quali sono le problematiche del greenwashing
Le problematiche legate al Greenwashing sono state definite come sette:
- Falsa scelta: vengono fatte affermazioni ambientali che si riferiscono ad una parte ristretta del prodotto/servizio, omettendo tutto ciò che ha invece un impatto negativo
- Mancanza di prove: non vengono fornite prove concrete a sostegno delle proprie affermazioni
- Vaghezza: vengono utilizzate parole vaghe e generiche ma di forte impatto
- Irrilevanza: si menzionano caratteristiche che in realtà sono obblighi di legge. Per esempio, nella cosmetica: “non contiene piombo” e “cruelty free” (non testato sugli animali) sono obblighi di legge, TUTTI i prodotti cosmetici/dermocosmetici hanno queste caratteristiche
- Male minore: si sottolineano le qualità rispetto ad un concorrente, senza menzionare le negatività
- Menzogna: si indicano dichiarazioni false relative ai benefici ambientali
- Falsa certificazione: sono “auto dichiarazioni” di avere determinate caratteristiche, in realtà NON certificate da nessun Ente autorizzato. I famosi bolloni creati internamente come per esempio “prodotto 100% Naturale” “prodotto 100% Biologico”, dichiarazioni però non certificate.
Quindi, una vera giungla dove il consumatore deve essere sempre più attendo ed informato.
Occhio alle etichette e ai messaggi marketing
I consumatori devono fare molta attenzione alle “dichiarazioni ambientali” fatte dai vari marchi. Non solo alle parole, ma anche ad immagini e colori che evocano un amore per il Pianeta, non sempre reale.
Qui sotto alcuni elementi da tenere sempre sotto controllo:
- La presenza di Certificazioni ufficiali fatte da enti certificanti accreditati, e non dichiarazioni interne all’azienda produttrice
- La coerenza fra il prodotto proposto e la dichiarazione che viene fatta
- Il linguaggio utilizzato, che deve essere preciso e puntuale
I consumatori devo diventare parte attiva nella lotta contro il Greenwashing, chiedendo trasparenza e premiando le aziende realmente green.
Come l’Unione Europea sta cercando di contrastare il fenomeno
Per cercare di arginare il problema, l’EU ha introdotto la Direttiva UE 2024/825 del 28.02.2024 che va ad integrare le tutele già previste dalla Direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali, e modifica la Direttiva 2011/82/UE relativa ai Diritti dei Consumatori.
L’Italia ha aderito alla direttiva UE il 09.03.2026, ma le norme saranno applicabili a partire dal 27.09.2026.
In particolare, la Direttiva UE 2024/825 vieta quanto segue:
- L’utilizzo di espressioni NON comprovabili, come “verde” e “rispettoso dell’ambiente”
- L’uso di loghi che dichiarano che il prodotto è naturale, o bio, o ecosostenibile, ma sono solo dichiarazioni interne SENZA alcuna certificazione ufficiale
- Le dichiarazioni che si riferiscono a tutto il prodotto, quando invece sono relative sono ad una sua parte, come per esempio il packaging
- La puntualizzazione di aspetti (es. Cruelty Free) che in realtà sono requisiti obbligatori per legge
La Direttiva era stata studiata per essere coordinata con un’altra, detta Green Claims, che avrebbe dovuto regolare le DICHIARAZIONI AMBIENTALI ESPLICITE RIVOLTE AI CONSUMATORI per renderle affidabili e certificabili.
Purtroppo, la Green Claims, iniziata nel 2023, a fine giugno 2025 è naufragata poiché la Commissione Europea ha deciso di bloccarla, anche a causa del passo indietro dell’Italia.
Punto dolente: l’intenzione di coinvolgere o meno le piccole e medie imprese.
Quali sono i rischi del greenwashing
In Italia siamo ancora in attesa di settembre 2026, data in cui entrerà in vigore la Direttiva UE.
Dopo di che, le aziende che comunicheranno in modo poco trasparente rischiano sanzioni monetarie che auspichiamo saranno pesanti, oltre che la cessazione delle campagne pubblicitarie fraudolente.
In realtà il danno maggiore per le aziende che si avvalgono del Greenwashing è la perdita di credibilità e fiducia da parte del consumatore.
Ecco perché, ancora una volta, è importante che il consumatore sia attento ed informato.
Come provare la propria eco sosteniblità
La maniera migliore è quella di affidarsi ad Enti Certificatori che siano accreditati a livello italiano ed Europeo e che attestino in maniera ufficiale la reale qualità del prodotto proposto.
I maggiori Enti Certificatori relativi ai prodotti Naturali e Biologici, riconosciuti dal Ministero dell’Agricoltura, sono i seguenti:
- Cosmos
- Bios
- Natrue
- Bioagricert
- ICEA
- AIAB
- CCPB
- SoCert
- Ecocert
- BDIH
- Soil Association
In sostanza, SE i prodotti di cosmesi e dermocosmesi che utilizzate per voi e per tutti i componenti della vostra famiglia, includendo ovviamente i vostri amici pelosi, dichiarano di essere 100% Ingredienti Naturali o 100% Ingredienti Biologici ma NON riportano sull’etichetta nessuna menzione a certificazioni ufficiali, diffidate delle loro dichiarazioni.
ElsaBeauty linea dermatologica veterinaria: certificazione Bios srl
Noi di ElsaBeauty abbiamo prodotti realmente 100% Ingredienti Naturali ma, a causa della grande confusione che impera nei prodotti di cosmesi e dermocosmesi per animali, abbiamo deciso di intraprendere l’iter di certificazione ufficiale fatta da Bios Srl.
BIOS s.r.l. è un Organismo di Controllo e Certificazione del metodo di produzione biologico ai sensi del Reg. UE 2018/848 autorizzato dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali per l’Italia.
C’è un’enorme offerta di linee che si professano naturali, con claim altisonanti, ma in realtà non lo sono.
Dovevamo assolutamente differenziarci e, in un’ottica di totale trasparenza, affrontare una certificazione ufficiale, lunga, complessa e minuziosa.
Ora possiamo orgogliosamente affermare che siamo ufficialmente certificati come prodotti 100% Ingredienti Naturali.
Quindi possiamo dichiarare che:
- I nostri prodotti sono molto attivi ed efficaci per prevenire e contrastare le principali dermatiti che affliggono gli animali
- I nostri ingredienti sono 100% Naturali
- I primi risultati sono visibili dopo pochi giorni dall’inizio dell’utilizzo dei prodotti
- Non ci sono controindicazione anche in caso di affiancamento ai farmaci, nel caso siano necessari a parere del Medico Veterinario
Inoltre, i prodotti sono conformi alla Legge CE 1223/2009 (Regolamento Cosmetico EU) e GMP (Good Manufacturing Practice).
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